Me caes bien (Storia di un post che se destino vuole riuscirò a pubblicare… o forse no)


Devo portarmi al lavoro una USB, a dire il vero dovrei averne una in borsa, ma lo spazio che mi separa dalla borsa mi fa pensare all’attraversata del Deserto del Gobi, non per distanza ma per mancanza di voglia di smuovere il culo da questa sedia con la quale sto per arrivare a costituire un’entità unica ed indistinta.

Tornando al punto: devo rimuovere da questo pc i miei files personali. Non che ci sia gran che di compromettente, a compromettermi potrebbe però essere il fatto che passo alcune mezz’ore di ritaglio dalla mia giornata lavorativa, facendo e soprattutto scrivendo cose che con il lavoro hanno ben poco a che vedere.

Ad esempio ieri, nonostante non ne avessi la minima voglia, ho elaborato un piano per visitare Firenze. Ho ottenuto un risultato molto razionale nell’apparenza, ma di difficile attuazione pratica, vista l’enorme quantità di musei e palazzi che dovremmo visitare.

Ho ridotto all’osso le chiese, in considerazione del fatto che nessuna madonna ci farà andare in paradiso e visto che né io né il Latitante siamo amanti di architettura religiosa. Ho anche cancellato due o tre cosette un po’ fuori mano. Lui non se n’è accorto e io mi sono ben guardata dal dirglielo, il suo commento sul mio lavoro è stato che, sotto tortura, riesco a far emergere il mio lato maschile e dimostro una certa capacità organizzativa.

Ne deduco che, nella sua prospettiva,:

1) devo essere messa alle strette per fare qualsiasi cosa di utile, produttivo o razionale. In merito avrei seri dubbi, dal momento che la mia vita non è stata fin qui un’estasi contemplativa di astratte ed inutili teorizzazioni: ho dovuto affrontare un sacco di questioni per nulla teoretiche e mi pare che, con la pratica, me la sia sempre cavata da sola e senza fucili puntati alla schiena. Mi sembra anche che, seppur in distanza, lui stesso mi abbia visto più volte sistemare situazioni che si erano incasinate, senza chiedergli nulla. E dio sa se qualche volta non mi sono fatta quindici auto sedute di training autogeno antistress per non sclerare nel non sapere da che parte rivoltare la situazione, ma lui sé visto servito con voluta noncuranza il risultato perfetto o comunque il migliore possibile.

2) la razionalizzazione e l’ottimizzazione del tempo e degli spazi siano concetti strettamente maschili, cosa sulla quale avrei da obiettare, non perché sia una femminista oltranzista sfegata, della serie “Donna è meglio”, ma perché non amo e non condivido le teorie per cui tutte le inclinazioni umane debbano essere schedate come appartenenti ad una determinata categoria di persone, siano esse definite per sesso, idee politiche, nazionalità o altro.

Ne deduco anche che, da come parlo del Latitante in questo blog sembra che io lo odi profondamente, visto che non faccio altro che evidenziarne gli aspetti negativi. In realtà io lo adoro: è intelligente, divertente, interessante, insomma “me cae super bien”.

Tuttavia ci sono cose che una donna è meglio tenga per sé nel rapporto con il proprio compagno. Non so se questo assunto possa essere universalmente valido ma so che lo è per me: esperienza e tempo mi hanno insegnato che il miglior modo per fottere totalmente una relazione, di qualsiasi genere essa sia, è dire tutto sempre e comunque, senza tenere minimamente conto dei limiti altrui, quasi che noi di limiti non ne avessimo.

Alla fine però quello che non esce dalle labbra lo espellono le dita, perché parecchie volte, e questo in via generale, se non buttassi fuori tutto rischierei di implodere e se tutto quello di negativo che sento, se tutta la rabbia si concentrasse in uno spazio piccolo come il cuore, non so quali e quanti danni potrei fare e sinceramente ho paura di saperlo.

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2 risposte a "Me caes bien (Storia di un post che se destino vuole riuscirò a pubblicare… o forse no)"

  1. Io invece non mi diverto per niente, ma, proprio perchè sono razionale, cerco di mantenere degli equilibri che nella coppia sono fondamentali e quindi lascio correre altrimenti, visti i caratterini che abbiamo entrambi, ci scanneremmo. Nella mia seppur limitata esperienza di uomini e in generale nelle coppie che conosco mi capita sempre di notare come sia la donna a prendere le redini su tutto ciò che richieda razionalità per essere portato avanti, ma con gli uomini (come con le mamme 😉 ) si deve giocare un pò d’astuzia. Per il viaggio vedremo come andrà, comunque credo che abbia concesso a me di occuparmene solo perchè ultimamente è superimpegnato.

  2. Per me è estremamente divertente fargli credere di essere la parte razionale della coppia. Forse perchè è ingegnere e in un qualche modo deve difendere la sua professione. A me piace leggere, scrivere e tutte quelle cose che, secondo lui,mi rendono una sorta di hippie,perenemmente con la testa nel suo mondo fatato. Un po’ è anche vero, concediamoglielo. D’altro canto lui senza di me passarebbe le giornate a cercare le cose (senza trovarle), per non parlare dell’organizzazione di viaggi! Sarebbe la fine. A tal proposito l’averti “obbligata” ad occuparti dell’aspetto organizzativo e un’inconscio riconoscimento da parte sua delle tue abilità!
    Scusa sono una grafomane.

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