Certe Cose Non Cambiano Mai (Che è il motivo per cui questo post l’ho scritto anche l’anno scorso e due anni fa ed è già in programma per tutti gli anni a venire. Amen)

Sono incazzata nera. Anzi, sono incazzata bianca. E sono anche parecchio congelata. Non sono certa che le dita dei miei piedi torneranno in vita. Ma quelle delle mani funzionano. Almeno in parte. Perciò diamo inizio al classico post invernale sulla neve. E sugli idioti. In ventiquattro ore non ha mai smesso di nevicare. E questo non è cosa buona e giusta. Ma poiché è inverno e siamo in quasi-montagna pare che questo genere di condizione climatica ce lo dobbiamo tenere senza troppe lamentele. Fortunatamente accorre a nostro soccorso l’innalzamento globale delle temperature che rende l’accumulo irrisorio. Negli anni ottanta, con una notte di neve, la mattina successiva ci saremmo trovati sommersi. E là saremmo andati tutti legittimamente in crisi. Tutti tranne la mater, ovviamente. La quale mi avrebbe trascinata a scuola a piedi. Nuotando nella neve. In assetto da combinata nordica. Che poi mi sono sempre chiesta perché avessi una tuta da sci, visto che non ho mai avuto il piacere di cimentarmi in alcuno sport invernale. I misteri della vita… Tornando ai giorni nostri, la neve vera si vede ancora. Ma più raramente. E non fa mai grossi danni. O, per lo meno, di questo mi illudevo fino a qualche ora fa. Perciò sono uscita di casa gagliarda. O comunque tanto pimpante quanto lo si può essere il Venerdì mattina lavorativo. Da povera ingenua quale sono, nutrivo serie speranze che le strade fossero discretamente pulite e il traffico scorrevole. Ho beccato la prima. Ma la seconda misteriosamente mi è sfuggita. Così come mi sfugge come si possa finire con l’auto di traverso in un centimetro di neve semisciolta. Urtare un camioncino proveniente in direzione opposta. E creare dieci chilometri di coda. E un coro di bestemmie in quindici lingue diverse. Aramaico antico incluso. Che poi io dico: se giri, che ne so, a Marrakech in Febbraio e non sai cosa siano gli pneumatici invernali posso anche capirti. E capisco anche se non hai se non hai la più remota idea di come si montino le catene, se non le hai a bordo, se non le hai mai nemmeno viste in vita tua. Ma se ti metti in strada in una località di montagna in cui durante gli ultimi quindici giorni ha variamente nevischiato e nevicato e non sei attrezzato per l’evenienza, sei da mettere al muro e ammazzare senza processo. Tanto più che hai avuto la splendida idea di mostrare la tua idiozia su una strada di grande scorrimento. Cioè, potevi anche incagliarti contro il muretto della casa dei vicini. Avreste avuto giorni a disposizione per constatare, in modo più o meno amichevole, i danni strutturali creati dall’impatto. Avreste potuto disquisire su ogni singola crepa dell’intero isolato e sulle eventuali correlazioni con l’urto. E ne frattempo di lì non sarebbe passato nessuno. Invece hai avuto il buon gusto di scegliere una strada priva di percorsi alternativi. Per cui il resto del mondo o sta fermo nell’attesa che il carroattrezzi discenda dal cielo e rimuova la tua auto o si suicida nelle piazzole d’emergenza. Però almeno quell’umanità legittimante incazzata può accendere il riscaldamento dell’auto e inquinare il pianeta per salvarsi dall’assideramento. Io no. Io sono la stronza alla fermata dell’autobus. Quella con la faccia così congelata da non riuscire nemmeno a bestemmiare. Quella che potrebbero squarciarle lo stomaco con una lama da dieci centimetri e non sentirebbe nessun dolore. Quella che vorrebbe chiedere l’aiuto da casa. O comprare una consonante. O un elicottero. Ma siccome non le si muove più un muscolo non ha molte speranze. E nemmeno molte scelte. Tutto quello che potrei fare è cambiare vita. Sì giusto in punto di morte potrei mandare a quel paese la burocrazia dell’Obitorio e diventare un mimo. Di quelli che stanno lì immobili finché qualcuno non getta loro una moneta. E visto che da queste parti nessuno ha soldi da buttare, il problema di dover fare un inchino di ringraziamento non si porrebbe mai.

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2 risposte a "Certe Cose Non Cambiano Mai (Che è il motivo per cui questo post l’ho scritto anche l’anno scorso e due anni fa ed è già in programma per tutti gli anni a venire. Amen)"

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