AAA Revisore psichiatrico cercasi: full time, massima urgenza e serietà, astenersi perditempo

Il mio oroscopo per quest’anno prevedeva, tra le altre amenità che il 2013 mi avrebbe portato, un periodo lavorativo pesante in cui si sarebbero, tra l’altro, creati dei contrasti con i colleghi.
Siamo solo a metà Febbraio e sembra che l’ora X sia già scattata, ragione per la quale credo di essere sul punto di divenire una fedelissima delle previsioni astrali.
Dal qualche giorno infatti alcuni esponenti del personale fancazzista hanno scoperto che non verrà loro corrisposta l’indennità di produttività, il che ha un senso logico, visto che non hanno prodotto assolutamente nulla durante lo scorso anno. Ma per questi cinquantenni in prematura arteriosclerosi che due più due faccia sempre quattro, anche se scambi tra loro gli addendi, non ha nessuna rilevanza.
Così è scoppiata la guerra fredda che mi vede, mio malgrado, alleata alla Cornificans e alla Psycho, dal momento che noi tre siamo state ritenute le ufficiali responsabili delle trame di palazzo.
Nello specifico siamo incolpate di:
Usare i proventi da sanzioni CDS per coprire i nostri buchi di Bilancio.
Essere di categoria bassa e quindi colpevoli di svolgere mansioni superiori al nostro inquadramento.
Lasciare la macchina in divieto di sosta con il pretesto di quei miseri 30 cm di neve che coprono ogni parcheggio.
Non aver loro ricordato di assumere provvedimenti con i quali noi non abbiamo nulla a che vedere.
Non avere mai fatto nulla per loro, che invece si prodigano per andare a prenderci la pizza e le sigarette.
Ci sono anche molte altre accuse dello stesso livello, che non elencherò per decenza nei loro confronti. Basti sapere che mentre ascoltavo i capi d’accusa facevo fatica a trattenere le risate. Immagino mancasse solo la recriminazione sul numero di foglietti di carta igienica utilizzati e poi saremmo finite tutte al patibolo senza diritto d’appello.
La verità è che, essendoci sbattute come i polpi sugli scogli, avremo qualche soldino una tantum a riconoscimento delle nostre poliedriche fatiche, dove per “poliedriche” s’intende che ci occupiamo non solo del nostro settore, ma anche del loro.
Che il dio soldo generasse lotte ed invidia non mi sembra sia una novità, ma, viste le fondatissime argomentazioni addotte, sospetto che generi anche qualche pesante danno neurologico, una sorta di regressione all’età dell’asilo, per cui d’ora in poi saremo pedinate per verificare dove lasciamo i nostri automezzi, cronometrate sulla pausa caffè e private di una serie di favori personali che loro molto sporadicamente ci hanno fatto e che nulla hanno a che vedere con l’ambito lavorativo.
Sono certa che con il pranzo ed le sigarette riusciremo benissimo ad organizzarci da sole. Sono invece molto meno convinta che loro saranno in grado di gestirsi autonomamente gli adempimenti del loro settore, nei quali finora noi li avevamo sempre sostituiti, non certo per dovere, ma per semplice spirito di collaborazione.
Con massima felicità e con l’ordine tassativo di CapoPalla sto ribattendo indietro al loro ufficio un bel po’ di pratiche di cui, negli ultimi anni mi sono occupata. E questo mentre alla macchinetta del caffè loro predicano a gran voce che io non avrei mai fatto nulla nell’ambito dei loro servizi.
Sembrano davvero certi delle loro affermazioni nonostante non si siano azzardati a sbattermele in faccia. In altre circostanze avrei pensato che sentissero le loro teorie un tantino deboli per presentarle ai diretti interessati Ma non è questo il caso.
Ascoltandoli, capisco che credono veramente a ciò che sostengono. E ho paura. Non di loro, ma per loro. Non si tratta di gente che tenta di salvarsi in corner, costruendo una tesi basa sull’esistenza di Babbo Natale, non sono i furbetti di zona che cercano di giustificarsi alla bell’e meglio. Questi sono davvero convinti di ciò che affermano come io sono convinta del mio battito cardiaco in questo momento.
Il che significa che sono decerebrati e questo scenario non mi è noto. E mi inquieta e incuriosisce allo stesso tempo.
Però alla fine mi incazzo, perché, oltre al al dettaglio di questa situazione totalmente farsesca, fuori per le strade gira un sacco di gente mentalmente parametrata secondo i canoni della normalità e della decenza lavorativa, gente che ha voglia di lavorare, ma che purtroppo non riesce a trovare nulla, per quanto sia qualificata e ricca di precedenti esperienze, mentre qui abbiamo dei soggetti da revisione psichiatrica che sono convinti di tenere in piedi questo posto, perché ci fanno l’onore di partecipare allo scenario umano degli astanti, timbrando il cartellino.

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21 risposte a "AAA Revisore psichiatrico cercasi: full time, massima urgenza e serietà, astenersi perditempo"

  1. Il fenomeno è purtroppo diffuso. Sono molte le persone che sono convinte di lavorare più degli altri, di essere più meritevoli, di avere tutte le ragioni mentre gli altri tutti i torti… Sicuramente i soldi scatenano regressioni e bassi istinti, ma a volte non c’è nemmeno quella motivazione, ma la presunzione, l’incapacità di vedere i propri limiti, un Io espanso come un pallone gonfiato. I luoghi di lavoro sono un buon osservatorio di patologie umane, e la convivenza forzata genera nuovi mostri. L’uomo primitivo che lotta per la sopravvivenza è ancora presente nei nostri cervelli, e in quei contesti viene fuori come se fosse appena uscito dalla foresta. À la guerre comme à la guerre… Auguri!
    P.s. Comunque ho amici psichiatri, nel caso… 🙂

    1. A me la cosa che ha più colpito in tutta la vicenda è stata proprio l’incapacità dei diretti interessati di guardare la situazione un pò più a fondo ed ammettere le loro responsabilità e non a noi ma a sè stessi.
      Mi fa paura questa convinzione assoluta di essere interamente dalla parte della ragione, la totale assenza di autocritica.
      Obiettivamente anche io, al posto loro, mi sarei inizialmente arrabbiata per il trattamento economico ricevuto, ma poi, considerando la questione nel dettaglio, credo che avrei avuto la lucidità minima di vedere le mie mancanze e sarei stata zitta, consapevole delle mie colpe.
      Come uomini evoluti dovremmo vedere e saper sfruttare i vantaggi e le possibilità di interazione positiva della convivenza, anche se forzata. Non è necessario essere amici ma collaborare per il raggiungimento di un fine comune dimezza la fatica di tutti ed è quindi nell’interesse di ciascuno.
      Mi prendo gli auguri chè ne ho bisogno. E anche i numeri di cellulare dei tuoi amici psichiatri 😉

      1. Il guaio, però, è che siamo meno evoluti di quel che ci piace credere, e qualcuno lo è ancora meno.
        È ragionevole pensare che sarebbe bene collaborare, ma poi nei fatti non accade così facilmente. Le nostre azioni sono molto poco guidate dalla ragionevolezza, e molto più dalle emozioni. È il nostro cervello che funziona così.
        Per anni ho tenuto corsi di formazione, e facevo spesso un’esercitazione che si basava sulle varie opzioni io vinco-tu perdi, tu vinci-io perdo, perdiamo o vinciamo entrambi. L’aula si divideva in due squadre che giocavano per portare a casa il miglior risultato possibile. Nella logica del gioco, però, il miglior risultato possibile poteva essere raggiunto solo con la collaborazione delle due squadre, e non con l’ottica competitiva. Bè, l’ho fatto decine di volte, e solo una volta mi è capitato di vedere le due squadre collaborare.
        Detto ciò, credo che il nostro compito di essere umani in evoluzione sia quello di cercare di sviluppare il più possibile la nostra consapevolezza su noi stessi e sulle nostre aree d’ombra e cieche. Ogni pezzettino di consapevolezza ci rende un po’ più liberi. Liberi dai nostri automatismi inconsapevoli, che guidano le nostre azioni senza che ce ne rendiamo conto. Liberi di essere più ragionevoli ed evoluti, di scegliere comportamenti più etici…
        Scusa la risposta così lunga, ma sono temi che mi stanno molto a cuore! Ciao…

        1. Sono certa che tu hai molta più esperienza di me in materia e sono assolutamente portata a credere a ciò che dici, anche se, sul piano logico, mi sembra totalmente assurdo che delle persone che potrebbero lavorare insieme per avere un buon risultato nell’interesse di tutti giochino le une contro le altre e finiscano con l’essere tutte perdenti.
          Ma forse mi sto basando troppo sulle ragione e troppo poco sull’istinto o sulle emozioni che, per ragioni a me ignote, immagino ci portino da tutt’altra parte.
          Io, anche se ho momenti molto istintivi in cui non vedo che i limiti altrui, poi provo ad essere una persona consapevole dei propri errori e mi pongo continuamente domande su me stessa e sul mio modo di agire.
          Forse guardo troppo il mondo dal mio punto di vista perchè mi stupisce che gli altri non facciano altrettanto. E di certo anche questo dev’essere un limite perciò mi è difficile venirne fuori in modo equilibrato.
          Mi fa piacere che tu abbia contribuito al post. I tuoi interventi sono sempre preziosi 🙂

  2. Meno male che non faccio un lavoro di ufficio, credo che bisognerebbe avere i nervi molto saldi, io sbroccherei ogni due secondi!
    Sai come la penso, tu hai parlato di invidia dei colleghi maschi,io invece non sopporto invece le femmine sul lavoro, in genere sono loro a lamentarsi sempre e a reclamare sempre qualcosa! per un senso di giustizia paranoico che chissà da dove gli viene… Mah, comunque non c’entra niente col tuo articolo, era per scambiare esperienze! I calcoli degli oroscopi sono sempre sbagliati, consoliamoci… la fine del mondo con meteoriti vari è solo rimandata : ( !!

    1. Sì ricordo il tuo post in cui parlavi di alcune incomprensioni lavorative con una collega donna e sottolineavi l’elemento dell’appartenenza di genere sessuale. A volte la tua tesi può essere plausibile, credo che molto dipenda dai casi specifici.
      Ma qui sono certa che si tratti di una questione di soldi e non di uomini o donne. Immagino che se fossimo state tutte donne o tutti uomini le cose sarebbero andate esattamente allo stesso modo.
      E’ che l’essere umano è avido e l’avidità dà alla testa.
      Agli oroscopi in realtà non ci credo. Avevo letto il mio oroscopo lavorativo per curiosità e mi sono trovata a notare che le cose si stanno evolvendo secondo le sue previsioni, ma, nella mia testa molto razionale, deve trattarsi di una pura coincidenza

  3. “STORIE DI ORDINARIA FOLLIA” –
    Sono grandi e giocano come bambini. Giochi da bambini, ecco. Questa gente. Vanno dalla fica alla fossa senza che mai li sfiori l’orrore della vita.

    1. Non so se pensare “beati loro” o che altro.
      Istintivamente mi viene però da credere che sono dei poveracci. La vita dovrebbe insegnarci a crescere, ad affrontare le situazioni in modo adulto e responsabile. Se non le lasciamo fare il suo lavoro sarà come non aver vissuto mai, non nel mondo reale, per lo meno

    1. Le ultime righe sono l’unica cosa che valga davvero la pena di leggere.
      Il resto è il racconto di qualcosa di cui i protagonisti dovrebbero altamente vergognarsi, ma in questo mondo non c’è più nemmeno la decenza minima sindacale.
      Come dici tu, meglio riderci sopra, sennò a me parte la vena.
      Grazie della lettura 🙂

            1. E se scoprono che non ho il brevetto? No no qui l’unica soluzione è farli internare. Per questo, come ho scritto nel titolo del post, cerco qualcuno che mi aiuti a far ufficialmente riconoscere la loro demenza senile precoce e me li tolga di torno 🙂

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