Frag 1_Liberi Tutti

E ci ritroviamo qui. Più che un ritrovarsi è un raggiungere un traguardo predestinato ad essere tappa delle nostre vite. Nulla è stato lasciato al caso. Tutto secondo i tuoi desideri. Prevedibile il mio cederti il passo per l’ennesima volta. Del resto tra noi dovrebbe essere così irrilevante il “dove”.

Ma lo è davvero? Stando qui, ne ho una percezione stretta, asfissiante. La nebbia sottile ed in dissoluzione, la pioggia timida, il cielo grigio, la terra tramortita dal freddo. Tutto mi ricorda un dolore, una malattia antica e testarda. Sarebbe il luogo ed il momento perfetto per un suicidio, uno scenario che, nella sua totale casualità, sembrerebbe studiato ad arte.
Il fuoco e le tue braccia faticano a scaldarmi. Rimane un sottofondo amaro, disperato. Una voglia di essere con te ma altrove. In un posto in cui stare insieme sia più importante che alimentare una fiamma debole.

Non sono poi così sicura di essere partita. Eppure il viaggio lo ricordo. La sottile bellezza della solitudine a pochi centimetri di distanza da chiunque. Il chiudersi in un mondo fatto di parole e musica e scivolare via, lontano lontano.
Invece adesso mi sembra di essermi limitata a voltare l’angolo, perché questa località montuosa e desolata ha un sapore troppo famigliare.
Divertente come a volte si macinino i chilometri a migliaia per poi finire a chiudere in fretta le tende su un paesaggio troppo tristemente rassomigliante a ciò da cui avremmo voluto fuggire. Divertente come, nonostante tutte le possibili vie di uscita, non si riesca a fare a meno di notarlo.

La sera cade in fretta. E potrei sognare che là fuori urli il mare. Ma è solo vento che si perde nello spazio aperto e scuote la pioggia, facendola picchiare forte appena sopra di noi.
Ed è questo rumore solitario che scandisce la mia notte. Quali sono i tuoi suoni? Tu dormi, mentre io vivo una fugace evasione in cui le gocce battono poco sopra al soffitto e mi trovo a desiderare che quel picchiettare monotono non si interrompa mai, che questo frammento temporale si cristallizzi, tenendoci insieme e divisi al contempo, l’emblema di ciò che in effetti siamo.

Tra le coltri ti muovi, alzi la testa, mi guardi. So che sei sveglio, che ricorderai e me ne parlerai domani con sorprendente lucidità. Potresti alzarti, avvicinarti, abbracciarmi. Potremmo fare l’amore. La vita è una, è breve, è questa, è adesso. Potrebbe non restarci molto tempo. Domani potremmo diventare passato remoto, declinazioni improbabili di condizionali abortiti.

Invece ti volti coprendoti e ti perdi nei tuoi sogni. E io nel mio mondo. Non è sonno, c’è una narcosi generale della coscienza nei momenti in cui la consapevolezza potrebbe fermare l’istante.
Abbiamo combattuto e creduto che questo amore potesse scardinare il tempo e lo spazio tra noi. E ora stiamo solo consumando un copione consolidato di equilibri che io difendo gelosamente e tu tenti di sgretolare, mettendo alla prova i miei nervi.

Aspettando l’incerto futuro glissiamo sul presente, in attesa del deus ex machina, l’evento perfetto che capovolga le sorti senza biasimo alcuno.
Non significa che non ti ami. Ma penso a quando mi illudevo che fossimo pronti a tutto pur di salvarci insieme e sorrido di tanta ingenuità. Il tempo, troppo tempo, ci ha regalato crescenti variabili vincolanti. Forse ci siamo semplicemente lasciati vincolare o ci siamo attaccati con forza ad ogni pretesto, anche il più improbabile.

E siamo arrivati in un punto in cui avanti non si va e indietro nemmeno. Intrappolati dai buoni propositi, dalle troppe promesse. Ricordo la storia di un ladro in fuga, che, introdottosi in un condotto fognario dismesso, vi rimase incastrato e morì divorato dai ratti. Ma non morì subito: dalle guance, attraverso i bulbi oculari, gli animali arrivarono al cervello e solo allora il suo strazio ebbe fine.

Cosa mangerà noi? Saranno i ragni della grotta di K.? O saremo noi a mangiare loro? Stanotte non riesco a rispondere. Credo che mi limiterò ad osservare il lugubre ambiente che mi circonda. Il fuoco è morto, anche se le braci scoppiettano ancora. Ha smesso di piovere. Nevischia e io tremo, ma non mi va di coprirmi. Indosserò solo il migliore dei miei sorrisi e guardandoti aspetterò che l’alba ti schiuda gli occhi. Fin quando di albe per noi non ce ne saranno più…

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2 risposte a "Frag 1_Liberi Tutti"

  1. e meno male che siete LIBERI!!! e nessuno vi pone ostacoli …. Oh! Mioddddio!!! Tu non sai cosa significa vivere un amore clandestino.
    Le tue angosce, per carità, saranno certamente legittime, eppure, nonostante ciò che hai scritto …. quanto vi invidio.
    E’ tutto relativo a questo mondo.

    1. Il senso del titolo non puntava sul sottolineare l’assenza di clandestinità nel rapporto.
      Peraltro non credo che riuscirei a non essere la “prima donna” (almeno per quello che ne so…).
      Posso ben immaginare che gli amori clandestini portino una serie di problematiche aggiuntive, ma le relazioni ufficiali non sono necessariamente prive di ombre solo perchè vissute “alla luce del sole”.

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