Disclaimer: questo post è inutile, patetico e sgrammaticato e so che domani vorrò non averlo mai scritto. O forse mi basteranno cinque minuti…

Sono inferocita, ragione per la quale tutto quello che segue non avrà molto senso, né molta raffinatezza. Ma un blog serve anche a questo no? A gridare quando in realtà è molto più opportuno stare zitti, ché altrimenti ci si porta a casa la medaglia dell’insensibile, egoista, cattivo e chissà quali e quante altre cose.

Leggo una mail del Latitante. In realtà era di ieri ma a me è capitata sotto tiro solamente oggi. Non ho una gran vita sociale, nemmeno via web, per cui la posta elettronica la controllo raramente. Del resto ormai non capita troppo spesso che lui mi mandi nulla e, se succede, si tratta di cose indicativamente irrilevanti e differibili: saluti d’obbligo, pro memoria, dettagli tecnici di questioni di cui si è discusso. Insomma, nulla che mi faccia tremare l’anima, né che mi interessi prendere in considerazione in modo solerte.

Comunque leggo e mi trovo davanti ad una riflessione, l’ennesima, circa la solitudine di sua madre ed il suo sentirsi impotente verso la situazione, con conseguente umore nero e nessuna voglia di agire (leggasi “di parlare con me”). Il mio primo pensiero dovrebbe essere di condivisione o almeno comprensione del suo stato d’animo, ma ormai sono esausta delle ripetizioni cicliche e la mia modalità “Madre Teresa” sembra essere agli sgoccioli, per cui mi prende una vena terribilmente irrazionale, in cui ciò che è legittimo, sensato e doveroso si sgretola miseramente, facendo riemergere dalle macerie il peggio della sottoscritta, in tutto il suo splendente egoismo.

E l’unica cosa che mi campeggia nel cervello a caratteri cubitali è la seguente domanda: “Ma questo fine estimatore dei problemi altrui se l’è mai chiesto come sto io?”. Potrei persino andare a monte e domandarmi se si ricordi che siamo una coppia, che esisto anche quando non ci sono consigli da chiedere o viaggi da organizzare, che non sono quell’amica usa-e-getta con cui parli una volta ogni morte di papa, quando sei di buon umore.

Ma mi attengo alla situazione contingente. Mi rendo conto che sto guardando la cosa da una prospettiva molto self-focused, ma stasera, con il mio più enorme rispetto per MammaSuocera, proprio non ce la faccio a piegarmi alla doverosa gentilezza, non riesco a mettere me stessa da parte per la milionesima volta. Non nei miei pensieri, per lo meno. E a quelli non si mente.

Stasera riesco solo a pensare che la più grande differenza tra me è lei in materia di attuale stato d’animo è che, mentre lei si lamenta alla minima occasione, facendo pesare a chiunque il proprio malessere, io invece me ne sto zitta e buona nel mio angolino. Ma, così descritta, sembrerebbe che la causa di ogni male sia lei.
E invece no: un uomo non può nascondersi sotto alla gonna di mammà. Mi sembrava di essermi messa affianco uno che non usasse paraventi. Ma su questo punto sarà il futuro a dire l’ultima parola.

Per ora mi limito ad osservare che se il Latitante, tra un pianto materno e l’altro, non viene folgorato dalla mirabile idea che forse anche io, nel mio silenzio forzatamente sorridente, mi sento da cani, il problema è tutto suo, anzi nostro, mio e suo.

Non voglio fare la vittima della vita. Ben sapendo che attraversa un momento difficile della sua vita, che del resto perdura dal giorno in cui l’ho conosciuto, ho sempre preferito, per libera scelta, di non oberarlo delle mie preoccupazioni per il futuro e della mia apatia verso il presente.

Tuttavia un “Come stai?” pronunciato in modo sentito una volta ogni tanto non mi dispiacerebbe. Non ho mai chiesto a nessuno di risolvere i miei problemi, nemmeno ai diretti interessati o coinvolti, ma sapere che il mio compagno ha uno straccio di consapevolezza o di interesse rispetto a come mi sento farebbe di noi due una coppia vagamente più sensata.

Ma il senso si è perso e con esso il filo che lega due persone oltre lo spazio ed il tempo. E’ come se fossimo due pianeti di due sistemi stellari diversi, come se i meccanismi di espansione e compressione delle galassie ci avessero improvvisamente avvicinati per poi allontanarci per sempre.

Ma l’essere umano ha un raziocinio e una coscienza e il Latitante lava la sua nei miei confronti pensando ed affermando che comunque ho i miei genitori e il mio lavoro e quindi sto bene.
E’ un po’ come dire a uno che ha perso un occhio che in ogni caso gli resta l’altro. E quindi non ha bisogno di un accompagnatore (come se fosse uno che mi tiene per il braccio ciò di cui ho bisogno…).

Nella sua ottica, se solo mi azzardassi ad accennare alla mia solitudine sarebbe come lamentarsi per un’unghia scheggiata con un malato terminale di cancro.
E io mi dico: non si rende conto che forse, e sottolineo forse, vivere così lontani dalla bellezza di quattro anni e vederlo per le sole feste comandate non mi riempia esattamente di gioia e di speranza in un futuro insieme?

Per lui queste mie preoccupazioni sono sciocchezze in confronto alle enormità di problemi che è chiamato ad affrontare ogni giorno.
Sarà anche vero e comprovato scientificamente e da domani tornerò ad essere estremamente razionale nel ponderare i miei mali in relazione ai suoi.
Ma per una sera, per una sola sera, mi do tutto il permesso di essere totalmente irrazionale ed egoista perché esisto anche io e qualche volta cazzo se avrei bisogno di quell’abbraccio, anche solo virtuale, che mi permetta ancora di credere o di illudermi che c’è qualcuno anche per me.
Perché so stare anche da sola ma non posso sopportare di essere così stupida da continuare a perdere tutto questo tempo inseguendo una chimera con due occhi che mi hanno stregata.

Annunci

13 risposte a "Disclaimer: questo post è inutile, patetico e sgrammaticato e so che domani vorrò non averlo mai scritto. O forse mi basteranno cinque minuti…"

  1. Ciao.. che dirti ? Benvenuta nel Club… come te anch’io scrivo clandestinamente, è l’unica cosa che ho, che mi rimane, che posso fare e ti capisco, capisco la tua frustrazione e il tuo sentirti un appogio come le colonne portanti delle case… non ci sono ma sai che senza quelle tutto crollerebbe.. tu sei questo per Lui…

    1. Essere d’appoggio ad una persona è la più grande croce che si possa avere in una relazione. Ti senti moralmente obbligata a stare lì anche quando te ne vorresti andare. Era una variabile a cui non avrei mai pensato. Ho sempre creduto che fosse facile voltare le spalle ma capisco che c’è di mezzo il benessere di una persona a cui comunque tengo e mi vedo davanti le sbarre.

  2. Deduco che, come i colleghi, anche il Latitante non legga il blog…

    Battute (fra l’altro pessime) a parte, mi sembra che sia lui quello con un occhio solo, nel senso che è lui quello che ha bisogno di qualcuno che lo accompagni ma, come spesso accade, chi non apprezza l’avere una persona accanto, forse non ha mai provato la vera solitudine…

    Ti abbraccio!

    1. Non permetterei mai al mio compagno di leggere il mio blog. A priori. Non voglio nè dovermi limitare nello scrivere, nè dovermi profondere dopo in milioni di spiegazioni.

      Non credo di essere il miglior genere di donna che un uomo possa sperare di trovarsi affianco nella vita, ma ci provo, o comunque provo a capire le esigenze dell’altro.
      Ma non vedo corresponsione in questi termini e a volte mi parte un embolo e divento una patetica donnetta, però ho bisogno di sfogarmi e credo di averne anche un pò il diritto.

      Grazie dell’abbraccio, buona serata

  3. amati e rispettati per prima cosa verso te stessa.Non conviene annullarsi e scendere a compromessi che poi non ti gratificheranno.Tu sei una persona sensibile che ha bisogno di essere sentita e non solo usata per piagnolerie di famiglia.Amati e cerca di ritagliarti spazi dove il tuo essere sia al centro di una stanza dove prima il tuo mondo e’ importante.Chi ti capira’ e capira’ questo,oltre a rispettarti ti ammirera’ e forse ti amera’.Baci.

    1. Io amo me stessa: ci ho messo una vita ma ho imparato. E non mi annullo: se lo facessi riterrei giusto tutto ciò che mi viene propinato ma non credo sia così. Amo il mio compagno ma sono critica verso di lui. Ne riconosco sia i pregi che i limiti. E mi prendo i miei spazi nella stessa misura in cui concedo a lui di prendersi i suoi. Ma il rispetto e l’amore non sono solo una questione di gestione degli spazi individuali, fosse così io sarei in uno stato di grazia assoluta.
      Grazie del passaggio, buona serata

  4. Perché??? Perché chi è razionale, chi cerca di vedere sempre il lato positivo, quando sta male, quando ha un’insofferenza e lo esprime (o cerca di esprimerlo) ai maschietti sembra un pensiero stupido e inesistente? Un puro lamento pre-mestruale?
    Hai tutto il mio appoggio.
    Un abbraccio, Samanta.

    1. Quello che mi fa arrabbiare di più è che lui non è una persona totalmente insensibile al malessere altrui, però al mio sembrerebbe di sì. Io cerco di non essere di peso a nessuno, nemmeno a lui, visto che comunque so cavarmela benissimo anche da sola, ma un minimo di sensibilità sarebbe gradita.
      Grazie per l’appoggio e per l’abbraccio: mi ci voleva.
      Buona giornata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...