E siamo solo a Venerdì mattina: prima di domani pomeriggio avrò fatto una strage. E mi faranno la statua.

E oggi sono di nuovo all’Obitorio. Al freddo e al gelo come il Bambin Gesù. Oppure come i soldati in caserma. Vedete voi. Dovrebbe essere una giornata tranquilla. Qui sono tutti ingegneri civili. Fanno ponti su ponti. Poi non si sa dove li mettono. Per strada si vedono solo rotatorie. Ma vabbè. Dicevo, dovrei essere al sicuro dal peggio delle stronzate. Anzi sarebbe cortesia, ché già la giornata è iniziata male. Salgo sull’autobus e mi si intrippa il cervello. Io le cose la mattina le faccio col pilota automatico. Se salta un tassello mi salta il neurone. E stamani sull’autobus non c’era la macchinetta per timbrare il mensile. Tragedia immane. Scena pietosa. Io che sventolo l’abbonamento all’autista, cercando l’obliteratrice. Lui che mi dice che non c’è e che lo posso timbrare alla corsa successiva. Io che non capisco, lui che me lo ripete una decina di volte. Io che non registro. Però alla fine realizzo che non devo insistere, anche se non so il perché. Cerco di sedermi. Già avevo il neurone intrippato e noto che l’autobus era pieno di Giappi. Oddio, “pieno” non è un termine che rende l’idea. Il veicolo sembra più il pullmino dell’asilo. Sembra di andare in gita scolastica. E io odiavo le gite scolastiche. Ci saranno all’incirca venticinque posti. Però i sedili sono comodi. Volendo si potrebbe anche dormire Se non che io ho il terrore di arrivare al capolinea senza svegliarmi. Comunque stamani di dormire non c’era pericolo. I Giappi erano straordinariamente pimpanti. Sarà colpa del fuso orario? In ogni caso, vedono le mucche e fanno la ola, vedono le pecore e fanno la ola, vedono i camosci e fanno la ola. E intanto mi riprendo dallo shock della timbratura e faccio i miei calcoli: dovremmo incrociare anche i cavalli, le capre e le galline. Ma sono terribilmente fortunata. Scendono a Biscotto_B, ovvero a metà strada tra me e l’Obitorio. E mi risparmio ulteriori manifestazioni di entusiasmo. Ma che ci faranno a Biscotto_B? Forse vogliono sciare, è l’unica cosa da fare. O gli sci o il suicidio per depressione. Opterei per il suicidio. Oppure per non dover mai toccare il suolo di quest’amena località. L’ultima volta che l’ho fatto era la vigilia di Natale. Io, da gran phyga, avevo fatto la mezza giornata. E’ stata forse l’unica volta che mi sono avvalsa di questo diritto. E non ho avuto gran fortuna. Arrivata lì, scopro che la coincidenza dei mezzi non coincide. Un’ora alla fermata sotto la neve. Inutile dire che Gesù Bambino mi ha bannata dalla lista dei bambini buoni a cui portare i regali. Per le parolacce a raffica, ovvio. Sì perché da questi parti l’erogatore di doni è lui. Santa Klaus, insomma Babbo Natale è San Nicola che cade il sei Dicembre. E cade male perché non porta doni ma solo mele con la barba di cotone e il berretto tipico. Una tristezza… Comunque: arrivo a Obitoriopoli. Questo posto per me significa due cose. Sigarette e lavoro. E procedo in quest’ordine. Con la speranza di accasciarmi sulla tastiera del pc. Che evapora non appena appaiono all’orizzonte il Gatto e la Volpe. Ora: una delle tante cose che odio (ormai ne avrò fatto un elenco kilometrico tra un post e l’altro) sono le persone che mi chiedono un’opinione e quando gli rispondo di non avere idee in merito, mi dicono cosa avrei dovuto rispondere. E provano a farmelo ripetere. Come se lo pensassi davvero. Non so perché la gente abbia sempre un bisogno così disperato dell’approvazione altrui. Trattandosi di colleghi mi viene da pensare che, in caso di errore, sarebbero capaci di dire che hanno agito su mio suggerimento. Si fottano. Amichevolmente. Questi due sono dei maniaci sessuali conclamati. Però sono meglio di parecchia altra gente qui. Il che dice molto sul livello del resto della compagnia. Però mi hanno mutilato lo spirito di quella che oggi voleva starsene tranquilla a contare le crepe nelle mattonelle. E questa non è cosa buona e giusta. Nemmeno se siete gli ultimi che butterei dalla torre. Che poi in ogni caso vi butterei. Il giorno non sembra essere destinato a recuperi. Seppellisco definitivamente l’idea con uno stacco da centometrista per prendere il mio interno che già squilla. C’è un equivoco su un nome. Ci metto un’ora a capire che la persona all’altro capo cerca me anche se è convinta che io sia la Cornificans. Non è carino da parte sua. Cioè potrei anche metterle le mani al collo se mi sentissi un po’ più giappamente vivace. Non appena riesco a fissare alcune visite mediche, facendole quadrare con tossicologiche, cardiogrammi, oculistiche, spirometrie, nonché con ascendenze e discendenze astrali, fasi lunari, previsioni metereologiche e con le tempistiche stimate per l’Armageddon, ritorna il Gatto e mi letturizza su fucili e proiettili. Con tanto di disegnini. Non sia mai che non capisca bene. Io ho preso in mano la pistola una sola volta in vita mia. E giusto per sentirne il peso. E ora, undici antimeridiane, fuso di Roma/Berlino, quella pistola la rivorrei. Immediatamente. Voglio passare dalla teoria alla pratica. Ho già sistemato il bersaglio.

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6 risposte a "E siamo solo a Venerdì mattina: prima di domani pomeriggio avrò fatto una strage. E mi faranno la statua."

    1. Se i miei colleghi leggessero i miei numerosi post su di loro non credo che sarebbero molto felici. Ma a me la Kollegoterapia serve per evitare di mettergli le mani addosso. E cmq mi ringraziassero, visto che dò loro un’importanza del tutto immeritata, parlandone nei miei post.
      Buon weekend 🙂

      1. Concordo! La Kollegoterapia è ottima!
        Ma dopo aver ricevuto minacce di denuncia per diffamazione da persone che, con ogni probabilità, me le hanno fatte perché non conoscevano la metà delle parole usate per parlare di loro, ma gli sembravano “poco simpatiche”, il livello di soddisfazione è calato in modo drastico, e la cosa ha perso molta della sua attrattiva… 😉

        1. Io tengo il mio blog anonimo proprio per evitare di avere problemi di questo genere. Del resto se qualcuno ha la coda di paglia talmente lunga da volersi nascondere sotto la gonna di Mamma Giustizia forse dovrebbe prima farsi qualche domanda su quanto ci sia di vero in ciò che tu scrivi di lui.
          Buona serata

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