La passione è una fiamma fragile che scalda la notte e segna il cammino

Salgo sull’autobus. Mi sono portata un libro. Per leggerlo, s’intende. Non per fare peso in borsa. Che poi sulle borse delle donne ci si potrebbe scrivere un libro intero. Vorrei leggere, ma la musica è troppo alta. E io fisso le righe, ma non capisco nulla. E’ un’autobiografia. Non il mio genere, ma questa l’ho già letta e mi è piaciuta. Anzi mi ha fatto piangere. C’è passione, molta, per i propri ideali. Quella che resiste a ogni cosa, a ogni sconfitta. Quella che cadi mille volte e duemila volte ti rialzi. E questo mi commuove. Commuove me che nella vita non inseguo nulla. O forse sto inseguendo tutto. E tutto è troppo. Tutto è un alibi per chi in fondo non ha la determinazione per perseguire nulla. Mi tocca la storia di un uomo che sapeva che avrebbe perso la propria libertà. E la perse molte volte, ma non si arrese mai. Aveva uno scopo, una passione. Qualcosa che teneva quella fiamma accesa. Che la alimentava. Anche al buio. Ma la scrittura è documentativa, dura, senza concessioni al sentimentalismo. Né al vittimismo. Perché chi porta avanti un valore non si sente vittima, si sente forte di ciò che ha dentro. E se qualcun altro mai avesse letto questo libro penserebbe che sono matta a lasciarmi sfuggire qualche lacrima. Ma sulla mia pazzia non sussistevano dubbi. Dalla copertina passo al retro, il libro costa mille lire. Comprato usato. E mi chiedo cosa sono mille lire. Da piccola alla Domenica mia madre mi dava mille lire per comprare le caramelle. Le prendevo in una tabaccheria. La gestivano una coppia madre-figlio. La madre era decrepita. Noi bambini facevano la posta al negozio. Finché non c’era lei. E poi entravamo. Le caramelle erano sfuse. Cinquanta lire l’una, cento per quelle più grosse. La tattica era semplice. La donna appoggiava le caramelle sul ripiano sopra la vetrinetta e quando si arrivava a sei caramelle appena lei abbassava la testa noi ne prendevamo una e ce la mettevamo in tasca. Rubavamo. Non che ci importasse mangiare qualche caramella in più. Ma c’era quel brivido ad ogni caramella sottratta. Era come sentirsi più vivi. Bastava così poco allora. E adesso che non ho più caramelle da rubare? Adesso che scopro di non aver mai avuto il coraggio di portare avanti un ideale? Sì perché andare a fondo non è un letto di rose. E forse di soffrire non ne ho la forza. Forse quella luce sarebbe troppo fredda e troppo lontana. Forse sarebbe morta. Adesso ascolto la radio. Sembra che, mancando la profondità, sono chiamata ad estendermi in superficie. Quella crosta luccicante. Dovrei essere leggera. Ascoltare battute idiote e ridere. E dimenticare chi sono e dove sono. Ridere senza mai guardarmi dentro, senza mai farmi schifo. E provare invidia per chi ha. Anzi peggio: ammirazione. Farne un esempio per la mia vita. Perché è il possesso e non l’essenza che fa girare il mondo. Ma avere non mi tange, non in misura superiore al necessario per la mia sopravvivenza. Oltre vorrei essere perché solo quello fa tremare le vene. Essere per me, per il mondo, per qualcuno, per qualcosa, avere quella passione, quello slancio, quella forza di non cedere mai al ricatto. Quella forza che esiste in sé e vive in sé. Esserne il simulacro. Portarla avanti sempre e comunque. Lasciare che sia lei ad alimentare me e le mie azioni. Anche contro ogni risultato. Sono le persone che riescono in questo quelle che io ammiro. Anche se il mondo si dimentica di loro. Anche se alla fine non ce la dovessero fare. Anche se resteranno sono inchiostro intrappolato a riempire pagine. Perché sono gli unici che, guadandosi indietro, non avranno mai né rimorsi né rimpianti. Perchè sono gli unici ad avere quel fuoco che è forza e dà la forza. Quella che a me manca…

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10 risposte a "La passione è una fiamma fragile che scalda la notte e segna il cammino"

  1. Solcherò i mari,
    da buon capitano
    farò ciò che giusto
    per non ferire nessuno.
    Affronterò le tempeste che,
    annebbieranno gli occhi e la mente.
    Lotterò per non far cadere nessuno
    in questo mare mosso,
    infuriato si abbatte, sapendo che può uccidere.
    Ne usciremo sani e salvi
    perchè l’amore trionfa sempre.

  2. Secondo me, l’errore più comune è la convinzione che si debba per forza inseguire qualcosa di grande per “essere all’altezza” dei grandi idealisti che spesso ci ispirano e che spesso finiamo per prendere come esempio morale. In realtà bisognerebbe inseguire un qualcosa che è grande per noi, qualunque cosa sia. Io, ad esempio, inseguo il superamento dei miei vari esami di russo: purtroppo non metteranno mai fine alla fame nel mondo né alle guerre insensate che lo devastano, ma al mio senso di insignificanza sì.
    Non so se sono riuscita a esprimere come si deve quel che volevo dire, ma mi auguro di averti aiutata a vedere questa situazione con un po’ meno rigidità nei confronti di te stessa.
    Ti abbraccio!

    1. Il mio era più che altro uno spunto: da uno che insegue qualcosa di grande a me che non sono capace di inseguire nulla. Io ammiro chi insegue grandi ideali, ma non vorrei necessariamente puntare così in alto, però vorrei la loro passione, anche per qualcosa di più piccolo, di più mio.
      Tu hai questa passione per il russo e stai mettendo la tua passione nel superare i tuoi esami: sei fortunata ad avere qualcosa che ti prende così tanto. Io invece non ce l’ho, io vago tra mille cose che mi piacciono a giorno alterni e non riesco a focalizzarmi su nulla.
      Spero di aver capito cosa intendevi. Non sono rigida con me stessa, cerco solo di essere obiettiva e vedo che certi pezzi a me proprio mancano…
      Grazie della lettura e del tuo punto di vista
      Buona serata

      1. Sìsì, direi che hai capito cosa intendevo… 😉
        La ricerca di quel qualcosa capace di colmare i vuoti dei “pezzi mancanti”, purtroppo, è una missione solitaria. Gli altri possono magari farti scoprire cose nuove, ma poi sei solo tu a poter decidere se e quale potrebbe avere un ruolo importante nella tua vita.

        Buona giornata!

        1. Per anni ho commesso l’errore di cercare di colmare il mio vuoto negli altri. Ero giovane per cui mi perdono l’errore. Ma è stato devastante su di me. Però adesso sono serena su quel fronte. Vedo negli altri una forma interlocutoria e di confronto, non uno strumento con cui far fronte alle mie carenze o un fine in cui riversare me stessa. In questo gli altri possono essere involontariamente pericolosi.
          Grazie per il passaggio 🙂

  3. ..non ancora! A volte riusciamo a trovare dentro di noi talmente tanta forza che mai e poi mai avremmo immaginato di avere (un po’ contorto eh? 🙂 ).. Sono sicura che tu ne hai moltissima, di forza, di passione, la leggo tra le tue righe! Forse devi solo trovare il modo per renderla presente a te stessa.
    Felice serata
    Greta

    1. Dentro di me io vedo più caos che forza e il caos non credo sia un contesto ideale perchè la forza possa esistere o perchè possa esprimersi. La passione che vorrei è quella dei gesti, non quella delle parole. Le parole sono facili in fondo.
      Grazie di avermi letta per l’ennesima volta.
      Buona serata a te 🙂

  4. La lettura su fondo nero é per me quello che la Criptonite era per Superman… nonostante questo, ho letto fino in fondo, evidentemente perchè ne valeva la pena. Dunque non credo che tu sia priva di forza, se sei riuscita a tenermi ferma su una pagina nera! E, molto probabilmente, se hai la sensazione di non seguire nulla, o tutto, é solo perché stai inseguendo te stessa. Perdona la presunzione e la prosopopea, ma ho letto talmente tanto di me, in te…
    Bentrovata. Metterò a dura prova i miei occhi spesso! 😉
    Ciao!

    1. Mi dispiace che ti infastidisca lo sfondo, a me il nero piace, l’unico colore che non reggo è l’azzurro-turchese. Grazie per essere riuscita a resistere però. Forse è vero che sto seguendo me stessa ma mi sento troppo indefinita e così non va. Il tuo intervento non mi sembra presuntuoso: è giusto che chi vuole commentare possa farlo in piena libertà e non necessariamente in pieno accordo con chi scrive. Mi piace l’idea di confrontarmi con le persone e di acquisire chiavi di lettura diverse.
      Grazie del passaggio, buona giornata

      1. Anche a me il nero piace moltissimo, non era certo una questione di gusto… ma di un forte problema di astigmatismo. Quando c’è il fondo nero, ho l’impressione che le lettere ballino la rumba, rendendomi la lettura molto difficile.
        Riguardo al resto… prova a non guardare alla tua “indefinizione” come ad un difetto. Le cose migliori escono fuori sempre dal caos. Buona giornata a te. A.

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