FaceCock (che spero non mi valga queries settoriali) You and Me

Alcuni giorni fa con PsychoIena e una relatrice delle funzionalità di tal programma che dovremmo pseudo utilizzare o, per lo meno, fingere di utilizzare, si arriva in argomento privacy. Ovvero: per utilizzare l’applicativo è necessario abilitarsi mediante CRS (Carta Regionale dei Servizi).

Della serie: ai vecchi tempi felici era la mia carta di credito ad essere scavata dalle strisciate dell’utilizzo troppo frequente, mentre negli attuali anni bui delle riforme finanziarie, l’unica cosa che mi lasciano, anzi mi impongono, di strisciare allo sfinimento è la CRS, con la quale non si compra nulla, ma che tra poco sarà necessaria anche per aprire la porta del cesso, onde poter monitorare l’utilizzo della carta igienica e sanzionare il cittadino sprecone, nonché al nobile scopo di aprire indagini conoscitive sulle funzioni urinarie ed intestinali della popolazione italiana.

Non sono preoccupata del fatto che inserendo la carta nell’apposito lettore il mondo intero sappia a quali siti accedo, quali dati carico e quali cancello, ma non sono figlia di nessuno e non sono responsabile di nulla quindi mi girano tendenzialmente le scatole che debba comparire nominalmente invece che sotto il nominativo della ragione sociale per cui lavoro. E’ una questione di principio: niente indennità = niente responsabilità.

Quando espongo questi dubbi alle miei interlocutrici, Psycho mi dà ragione (e questo va scritto perché, in dieci anni di dispensabile conoscenza, è la prima volta che ci troviamo d’accordo su qualcosa) aggiungendo le proprie preoccupazioni sulla tutela della privacy, mentre la relatrice sorride affermando, che, con FaceBook (che un mio preterito amico chiamava, non a torto, FaceCock) tutto al nostra vita è monitorata e la nostra privacy è in pasto ai cani quindi non abbiamo nulla di cui preoccuparci se anche il Ministero Tal dei Tali ci chiede di operare con il nostro nome e cognome.

Del resto, prosegue lei, al giorno d’oggi è impossibile non avere FaceBook, non scriverci tutto quello che fai, non caricare sei miliardi di foto, inclusa quella in cui ti tagli le unghie dei piedi, non collezionare amici sulla base della funzione: “ce l’ho”=”non so chi sia ma me lo tengo” – “mi manca”=”lo voglio ché fa numero”.

Ora, ben lungi dal voler capovolgere le teorie esistenziali di una ultracinquantenne che passa il tempo libero a succhiare vita dalle vite che gli altri sbattono in pubblico attraverso sistemi di condivisione e che ritiene che FaceBook sia inoltre un ottimo strumento da rimorchio per padri divorziati (qui non è detto che la sottoscritta non concordi, visto l’elevato numero di corna femminili facebookiane alle quali sto assistendo di recente), mantengo comunque i miei dubbi sulla indispensabilità o utilità e sulla validità dello strumento.

Non dirò che non ho un profilo sul famigerato social network perché non sarebbe vero. Dirò che non ne vado fiera, adducendo ad attenuante che il mio posto nella web società è disabitato, abbandonato, nessuna foto, pochissimi amici di cui nemmeno conosco l’identità e con cui non ho mai parlato, nemmanco per fargli gli auguri di compleanno.

Mi sono iscritta su richiesta del Latitante, per comparire nelle splendenti vesti della sua amata consorte. Oddio, che fossi sua moglie non era previsto, ma all’epoca lui mi disse che si sarebbe occupato della questione e che io dovevo solo cliccare su “accetta”. Così mi sono trovata ammogliata d’ufficio, cosa che mi sembrava improbabile al punto da andarmi bene. Del resto sto con il Latitante da così tanto tempo che potrebbe anche andare a finire che di qui a una ventina d’anni (tempo minimo stimato per avere soldi a sufficienza per potercelo permettere) ci sposeremo.

Tuttavia la scorsa estate ci siamo beccati con paio di suoi amici, una specie di sua “quasi-ex pseudo-scopata” e il nuovo amore di lei che di professione fa il fotografo e che ha ben pensato di elaborare una foto, metterci la dedica e darcela a titolo di regalo di matrimonio.
Quando abbiamo detto che non eravamo “proprio così tanto sposati” ci hanno guardato come se venissimo da Saturno e avessimo la pelle verde a scaglie e il terzo occhio e : parrebbe che il Latitante avesse fatto passare il nostro matrimonio per una cosa vera, con tanto di scambio di anelli e lettura degli artt. 143-144 e 147 del C.C..

Al che mi viene il dubbio: non sarà che il web e il reale si stiano confondendo un po’ troppo? E soprattutto: la vita non è già abbastanza incasinata di suo?

E adesso ci troviamo senza matrimonio ma con un regalo di nozze che, quando lo guardo, mi fa venire l’ansia da prestazione: devo ripulirmi l’onore sposando il Latitante? Se non lo facessi disattenderei le aspettative di tutti i suoi contatti di FaceBook? E se facessi solo finta di averlo sposato? Sì ma poi come faccio con le tonnellate di foto di matrimonio che la gente normalmente pubblica? E se dicessi che si è rotta la macchina fotografica? E se chiudessimo entrambi con FaceBook e iniziassimo a vivere?

Io problemi non ne ho, nemmeno mi ricordo la password di accesso, se non che il browser l’ha memorizzata e quindi non mi serve saperla. Ma il Latitante è parecchio narcisista, esibizionista ed egocentrico, il profilo perfetto per un adepto dei social networks, e quindi la vedo difficile, molto difficile.

Forse per dar nutrimento al suo ego nel mondo della gente che cammina, respira, mangia e vive, potrei proporgli una session di “atti osceni in luogo pubblico” (tanto chi ci vede: stanno tutti in casa incollati a FaceBook), a patto che non mi controproponga di fare qualche ripresa video e caricare il tutto su qualche sito porno, sennò siamo daccapo…

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2 risposte a "FaceCock (che spero non mi valga queries settoriali) You and Me"

  1. Beh, in effetti in alcuni casi fb è uno strumento molto utile, molto potente. Ho voluto cominciare ad usarlo anch’io che l’ho sempre schifato. Ma solo come paginista, non uso mai il mio profilo personale (zero foto, nessun amico, il profilo mi è servito solo per aprire la pagina). Ad ogni modo, secondo me, nessun strumento di comunicazione può sostituirsi allo sguardo umano. Tantomeno fb. Usiamolo pure se ci fa piacere, ma poi chiudiamolo in fretta ed andiamo a farci una birra con gli amici!!
    Un sorriso
    Greta
    Ps: non avevo mai sentito di un matrimonio virtuale. Guarda il vantaggio: quando lo farai, non dovrai cambiare lo stato su fb!!

    1. Immagino che Facebook possa essere utilissimo a chi ha un prodotto da promuovere o per chi conosce i linguaggi di programmazione o cose del genere, ma per la comunicazione “umana” può essere ambiguo e creare malintesi. E poi è triste da morire.
      Io rimpiango i vecchi tempi in cui si usciva a bere una birra e ci si poteva guardare negli occhi, Oggi sembrano essere tutti troppo impegnati per appuntamenti “dal vivo” però, chissà come mai, trovano sempre il tempo di essere ultrapresenti e superaggiornati su FB…
      In effetti hai ragione: se mai mi dovessi sposare non dovrei modificare lo stato su Facebook, cosa che cmq non credo nemmeno di saper fare.
      Buona serata

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