BlogMamma e la Strabordante Perfezione Perfetta dell’Erede Geniale (Post ironico da evitare a orario pasti)

Come già ho accennato in precedenza, sono una ultratrentenne saldamente ancorata al mio status di “non madre”, al fine della cui preservazione lotto contro il Latitante, appellandomi, a giorni alterni, alla menopausa precoce ed al perdurare della crisi economica intergalattica che non ci consentirebbe di mantenere il pargolo, salvo che questi si adattasse a mangiare asfalto e a girare vestito con gli asciugamani del bagno, possibilmente senza ammalarsi, ché soldi per le medicine non ne avremmo.

Nonostante questa poco promettente premessa sono una sporadica lettrice di blogs tenuti da mamme e, vagando qua e là tra le loro scritture, mi sento sempre più fermamente convinta che la maternità non solo sia poco desiderabile per l’impegno che comporta, ma che di sicuro mi darebbe alla testa.
Sarà una questione ormonale, ma le BlogMamme mi sembrano tutte un tantino fuori dal mondo.

Dalla precisione nei dettagli, dalla lunghezza chilometrica e dalla frequenza dei loro post si direbbe che non abbiano nulla da fare se non scrivere eppure tutte affermano che “Da quando l’Erede è venuto al mondo non ho più nemmeno il tempo di spazzolarmi i capelli”.
Ma su questo le perdono, in considerazione del fatto che, stando al pc, possono controllare, strabicizzandosi gli occhi, che il pargolo sia ancora vivo, il che immagino debba costituire la massima preoccupazione per una neo madre inesperta. Tuttavia questa sovraesposizione alla prole comporta che la BlogMamma si concentri ad osservare le minime variazioni di posizione ed espressione. E da lì un post da Treccani per dire che il cucciolo sorride: e chi glielo dice che si tratta di un riflesso?

In ogni caso, dall’alto della mia magnanimità, posso anche soprassedere su simili dettagli: in altri termini, sono in grado di cambiare blog senza particolari reazioni fisiche. Ma che dire di quelle volte in cui all’ora di pranzo decido di farmi un giretto tra i blogs e finisco nell’ennesimo post dell’infaticabile BlogMamma, che con enorme pathos e sovrabbondanza barocca di dettagli, descrive la qualità, quantità e consistenza delle feci dell’Erede, sospettato di avere in corso qualche non meglio accertata disfunzione enterica?
Ora: io capisco che una donna con poca esperienza di neonati possa terrorizzarsi di fronte ai capricci dell’intestino del figlio fino ad immaginare che la stitichezza possa avere conseguenze letali. Ma non sarebbe più carino se tenesse per sé tali paranoie o chiamasse il pediatra? Parrebbe proprio di no, sembrerebbe che io debba vomitare la pizza mangiata tre sere prima a titolo di manifestazione empatica verso i materni allarmismi.
E io non sono empatica, non ho mai inteso esserlo, sono solo una povera lettrice, che, capitata per caso in un blog, vorrebbe semplicemente uscirne indenne.

In ogni caso, prima o poi i bambini crescono, cioè, fatti quattro conti, superano l’età in cui si limitano a piangere, mangiare e dormire e iniziano a dimostrare di voler essere parte attiva della specie umana. A questo punto la BlogMamma, essendo il pargolo sopravvissuto ad ondate di raffreddori, febbri e varicelle, da lei descritte ai livelli della peste manzoniana, decide che figlio è definitivamente abbonato alla vita e smette di dettagliare seimila ipotesi paranoiche e portasfiga per ogni starnuto.

E qui il blog entra nella fase “Mio figlio è un genio”. La BlogMamma, abbandonata definivamente la questione sanitaria, si concentra sui progressi dell’Erede, facendo scoprire al lettore che il pargolo è un individuo con dotazioni psico-fisiche decisamente superiori, un fottuto genio per l’appunto.
A due anni non solo sa camminare ma è già campione mondiale ed olimpico in qualsiasi specialità di corsa e salto. A sei anni il medagliere si estende al karate, al balletto e ad ogni attività sportiva, dalle più note alle più impensabili. A sette anni sfonda in ambito musicale: pianoforte, violino, didgeridoo a livelli concertistici inteplanetari. E via via si arriva anche al brevetto aeronautico ed alla laurea in astrofisica.

Ma non solo: a partire dalla primissima infanzia l’Erede dimostra anche di essere un bambino educatissimo. Grazie alla ferrea educazione impartita da BlogMamma, il pargolo non fa i capricci, ubbidisce ai genitori, chiede le cose per favore, e dà del lei alle persone adulte.

Insomma un vero Spartano sotto ogni punto di vista, a livelli che mi fanno ipotizzare che le madri bloggers buttino i figli dalla famigerata rupe, qualora questi non siano all’altezza delle loro aspettative, che li abbandonino nel bosco per vedere se ammazzano i lupi o se i lupi hanno la meglio, nel qual caso, come, diceva mia nonna, “Morto un Papa se ne fa un altro” (con relativo blog, ovviamente).

A questo punto devo immaginare che in tutti i voli aerei della mia vita ed in ogni altra circostanza in cui sono stata costretta in uno spazio limitato ed impossibilitata a cambiare aria abbia sempre incontrato figli di madri non bloggers, bambini che facevano scene da film perché gli fosse comprata la pizza quando ancora stavano finendo il gelato, che saltavano sui sedili, che se ne fregavano allegramente dei genitori che, per farli tacere, urlavano più di loro.

Insomma, figli di Iloti, che non scrivono blogs. Proprio come mia madre che, quando a suo tempo sfornò me e poi Nonna Papera, non tenne nota della nostra crescita, nè delle proprie metodologie educative con i relativi successi. Se l’avesse fatto, il risultato sarebbe più simile al manuale di addestramento per Mossad recidivi che alla miracolosa vita di Cristo, come narrata nel Vangelo. In effetti non ha avuto come figlie due maledette genie, ma per lo meno si è astenuta dal tediare i lettori con la Strabordante Perfezione Perfetta dell’Erede Geniale.

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3 risposte a "BlogMamma e la Strabordante Perfezione Perfetta dell’Erede Geniale (Post ironico da evitare a orario pasti)"

    1. Di blog scritti da mamme ne ho letti un pò, ma non so se sono arrivata anche nel tuo. Comunque il mio post voleva essere ironico, non ce l’ho con le mamme che scrivono dei figli: ognuno ha il diritto di scrivere ciò che vuole. E’ solo che le mamme mi fanno ammazzare: in un certo senso masochistico credo di adorarle

      1. ma il mio è molto diverso dai soliti blog mammeschi. diciamo che è più il posto dove sfogo tutti i miei deliri che a volte riguardano pure il mio marmocchietto duenne e a volte tutt’altro. comunque ti quoto in pieno perchè i blog di mamme fanno ammazzare pure me. a volte sono eccezionali.
        ciau, buona serata

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