Mikropoli: cose da vedere (Apparte me ovviamente…)

Alcuni giorni fa stavo seduta con il Latitante ai tavolini di un bar di una delle principali piazze di Mikropoli. Faceva ancora caldo (bei tempi andati…) ed io ero impegnatissima a cercare di posizionarmi in modo da beccare il getto dell’erogatore di pseudoacqua ubicato sopra di noi, il quale ovviamente non ne voleva sapere di voltarsi a mio favore. Intanto ci dilettavamo nel gioco del “Tu cosa prendi?” essendo entrambi troppo stremati per fare una scelta autonoma sull’annosa questione della preferenza tra bevande e gelati.

Nel mezzo di tutto questo vediamo sbucare da una viuzza secondaria una coppia di soggetti identificabili come “turisti stranieri”. Ora, entrambi questi due termini fanno a pugni con Mikropoli, ma i due sembrano essere fermamente convinti del contrario e, armati di una guida turistica, leggono assiduamente, cercando i punti di interesse descritti.

Anche il Latitante li nota e, come me, si chiede che diavolo stiano perlustrando e, ancor più, chi sia l’autore eroinomane del libricino che tengono in mano e quali amenità descriva circa questa città il cui monumento più antico dev’essere qualche nonnetta ultracentenaria costretta a letto da problemi di circolazione.
Alla fine, in quanto autoctona di questa terra delle meraviglie, mi viene la fatidica illuminazione: in un angolo c’è una torre, la cui altezza gareggia, perdendo miseramente, con il mio metro e mezzo.
Cotanta elevazione impedisce ai turisti di identificarla e lì iniziano le scommesse su quanto ci impiegheranno. La signora sembra volersi arrendere, ma il marito continua a scrutare imperterrito ogni pietra finché, cinque minuti dopo, arriva al pregiato manufatto e, se non altro per averlo scovato, fa una faccia da contemplazione della Cappella Sistina.
Del resto lo capisco. Poiché si è perso in uno dei luoghi più inutili del nostro paese, dovrà pur fingere che il karma l’abbia fatto smarrire per una ragione precisa e che proprio a Mikropoli troverà il suo Graal.

Le vicende dei turisti mi rimangono impresse e, non appena rientrata a casa, indago su Interdet circa le cose da vedere da queste parti e scopro che, essendo nata e cresciuta qui, mi sono comunque persa un sacco di elementi di prestigio artistico-culturale.

Tra le prime amenità enumerate risulta infatti un porto, un porto commerciale, per l’esattezza. No, cioè, parliamone: dov’è? Fosse stata una statuetta madonnara potrei anche credere di essermela persa nei meandri di qualche chiesa a me ignota, ma un porto… Non sarà forse quel molo con ormeggiate un paio di barchette che si tengono a galla per beato intervento dello Spirito Santo? Decido che dev’essere quello e archivio la voce, anche se in realtà il “commerciale” continua a sfuggirmi.

Ma, come si suol dire, le meraviglie non finiscono mai. Tra le locali bellezze qualcuno ha persino il coraggio di citare le orribili sculture, disseminate per la città ad opera di un artista sudamericano, sul quale nutro la teoria che sia stato cacciato dal proprio paese per eccesso di cattivo gusto.
Le principali sarebbero la cosiddetta “Pietà da piedi grossi” che, se non altro, fa davvero pietà e per la quale, essendo ubicata nel museo civico, voglio sperare l’autore paghi almeno l’occupazione del suolo pubblico, ed il “Monumento ai caduti del porno”, ovvero un oggetto di forma fallica, posizionato al centro di una rotatoria alla quale, se fossi un uomo convintamente eterosessuale, mi rifiuterei di accedere, ed a cui, in quanto donna, rifiuto comunque di avvicinarmi, se non altro per le dimensioni inquietanti.

A ragion del vero, ho anche scovato siti che indicano la totale assenza a Mikropoli di elementi di interesse e consigliano saggiamente un eventuale giro in centro per bere un caffè e guardare le vetrine, senza ansie artistico-culturali.
Personalmente sottoscrivo questi ultimi, anche se, dopo aver letto questo post, dubito che chiunque vorrà venirmi a trovare.

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2 risposte a "Mikropoli: cose da vedere (Apparte me ovviamente…)"

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