L’impeccabile equilibrio del PRG dentale è un diritto fondamentale degli ossessionati dalla perfezione

Il Sabato sera la gente esce, va a divertirsi: io no. Quindi mi dedico ad attività alternative. Ad esempio lo scorso Sabato, mentre fumavo una sigaretta, inizio a contare i denti con la lingua e scopro, con mio grandissimo orrore, di avere un molare non autorizzato dal PRG della mia bocca.

Ora: nella mia cavità orale l’edificazione dentale è autorizzata solo a seguito di emanazione di permesso di costruire, il quale prevede preventiva autorizzazione dell’ASL, dell’Arpa, dei Vigili del Fuoco, del Papa, del Presidente della Repubblica e del pelide Achille e del Re dei Trolls. Diversamente nisba.

Per cui, non appena noto questo abuso edilizio divento pazza, non sopporto nulla che denoti mancanza di stile e di armonia. Chiamo il Latitante: non perché sia un esperto in ambito di perfezione dentale, ma perché vorrei che mi mettesse un po’ di ragionevolezza nella testa.

Fatale errore: mai chiedere buon senso ad un cultore della drammatizzazione tout court. Infatti vengo presa molto sul serio, troppo, viste le circostanze e mi viene suggerita una visita da OdontoZio, il quale sarà disponibilissimo, in qualità di quarantennale professionista del settore “demolizioni e rimozione macerie”, ad impugnare scalpello, martello e trapano per dare una rapida sistemata alla questione.
Oddio no: nonna diceva sempre che con parenti ed amici è meglio non fare affari e, visto lo scenario che mi viene prospettato, direi che questo è decisamente il caso.
Vado a dormire sconsolata però dormo come una pietra, visto che l’abuso edilizio è abominevole per forma e posizione ma per nulla doloroso.

E Domenica mattina decido che devo estendere le mie lamentele anche a qualche altro membro della mia famiglia.
Perciò vado da mia madre. Precisiamo: se c’è una cosa in cui assomiglio a lei (e credo sia l’unica) è che non sono una buona spalla-su-cui-piangere. Chiunque venga da me in un momento di crisi ci deve arrivare con le maniche risvoltate, ovvero ben determinato a fare qualcosa per risolvere i propri guai. Io son sempre disponibile a dare una mano quando si tratta di agire o di individuare metodologie di reazione alle tragedie, ma se volete qualcuno che vi consoli, che vi dica che tutto andrà bene, che invochi per voi la FatinaDelBosco perché faccia ritornare il vostro perduto amore allora avete decisamente sbagliato indirizzo.

Anche mia madre è così. Perciò vado a casa sua e le dico “Mater, we gotta a problem” e lei mi risponde “Non ti preoccupare: we have explosive”. Sì perché mia madre nell’armadietto del bagno tiene l’artiglieria leggera, mentre la pesante sta sotto al letto, tutto a portata di mano insomma.

Quindi decide subito che sto morendo di dolore e che farà pressione sul suo odontoiatra perché mi visiti al più presto. Poi aggiunge gli stessi scenari da Armageddon del Latitante solo in versione un po’ meno preistorica. Mi parla di anestesie, gengive squarciate, punti di sutura. Mi osserva con sguardo truce, del tipo “Guai a te se ti azzardi a ritrattare sulla necessità di vedere un dentista” per cui non fiato.

Poi mi manda da mio padre, che è la parte non belligerante della coppia ed è dunque incaricato della detenzione palliativi. Mio padre è una farmacia abbastanza ben fornita, nulla a che vedere con NonnaPapera, ma si difende bene. Nell’unico anfratto casalingo non occupato dagli armamenti materni è titolare di un cassetto pieno di anti-tutto.
Visto che non voglio scontentare nessuno e che non mi fa male nulla, prendo la scatoletta che mi piace di più, rosa porcellino, perfetta per ogni situazione, un antistaminico credo, ma non ci ho fatto troppo caso.

Me ne vado promettendo di curarmi e di chiamare più tardi per tenerli aggiornati sull’evoluzione delle mie sofferenze domenicali, cosa che mi farà passare la giornata a soffrire fintamente con i miei, il Latitante e OdontoZio, prontamente informato della mia situazione e deciso pure lui ad accorrere in mio soccorso.

E mentre passo la giornata al telefono (io odio i telefoni, i cellulari, skype, msn ed annessi e connessi: dove sono finiti i bei vecchi tempi in cui si chiacchierava al bar davanti ad un caffè?) maledico me stessa per essere così dannatamente perfezionista da non poter sopportare l’estetica anomala di un dente di troppo che mi rovina la concezione artistica di armonia assoluta della cavità orale.

Inoltre avrei reiterato la stessa bugia circa il dolore per minimo quaranta volte nei confronti di quattro diverse persone, ma, fatti due calcoli, significa che ho mentito dieci volte a ciascuno di loro senza resti né iniquità e in questo c’è un principio di indiscutibile equità, di impeccabile distribuzione dei pani e dei pesci che mi fa sentire bene con me stessa.
Molto più della consapevolezza di essere ormai sul punto di farmi squarciale la bocca ed il portafogli da un professionista dell’edilizia dentale.

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3 risposte a "L’impeccabile equilibrio del PRG dentale è un diritto fondamentale degli ossessionati dalla perfezione"

  1. abbiamo lo stesso problema, ma io attenderò di essere piegata in due mentre il vicino sta già scavando la mia fossa, prima di suonare il citofono di un odontokiller.

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