Lunedì mattina (The weekend starts here)

Proprio stamattina, per quanto latitante fosse la mia lucidità mentale, pensavo al fatto che questo sito ha alcuni vantaggi non indifferenti rispetto ad altri “Blog containers”.

Il primo, e per me più significativo, è la musica. Non so da cosa dipenda ma sembrerebbe piuttosto difficile inserire un sottofondo musicale al proprio blog o magari è semplicemente passato di moda.

Fatto sta che ho notato una propensione silenziosa che gradisco parecchio. Fa ovviamente eccezione qualche geniaccio dell’informatica che riesce pure qui a farmi fibrillare l’udito.

Altrove comunque le cose vanno molto peggio: quando provi a leggere un post è matematico che dopo alcuni istanti tattici, in cui l’autore ti ha maleficamente concesso di illuderti che il suo blog fosse silenzioso, parte la musichetta di sottofondo.

Ora: che si tratti dei lamenti di Tiziano Ferro, delle prodezze canore dell’ultima boy band in ordine di apparizione, della genialità indiscussa dei Rolling Stones, dei Massive Attack degli AC/DC (comunque sia scritto), della Nona di Beethoven o di Venetian Snares, il risultato che sortisce è quello di farmi scappare all’istante con10 cmdi pelle d’oca sul labirinto auricolare.

E no: nemmeno il chill out è giustificato. Non vado un rave da praticamente mai in vita mia (il cervello mononeuronico non è cortesia dell’XTC: ci sono proprio nata) quindi non ho bisogno di “raffreddarmi”.

In ogni caso, immaginate una che si sveglia alla sei del mattino in insolito anticipo sulla vita, traumatizzata dalla sveglia, insofferente persino al rumore del suo stesso respiro, apre WordPress per leggere le elucubrazioni degli insonni e si trova sparata nelle orecchie la chitarra lounge di Manolo Sanlucar. L’effetto, date la condizioni della poveretta, è tipo quello dell’incipit di “Song2”dei Blur ovvero quadruplo infarto miocardico: roba da rovinarti l’intera giornata, tipo che inizi a tremare ad ogni fruscio che senti e, se qualcuno si azzarda a rivolgerti la parola è davvero peggio per lui.

Altro elemento che mi fa scappare da un blog e che qui incontro raramente è la scrittura modello “oculistico”, tipo “legga l’ultima riga signora” e tu che parti ad inventare le lettere perché Falco non è mai stato il tuo secondo nome e non lo sarà mai, nemmeno dopo dieci interventi di chirurgia oftalmica.

Uscendo dalle metafore, trattasi di quei blog scritti in carattere due, parole blu scuro su sfondo nero e righe parzialmente sovrapposte. Di solito chi utilizza questa forma perversa di scrittura non supera i sedici anni, quindi io che di anni ne ho quasi il doppio, probabilmente non mi perdo molto nel non poter leggere le riflessioni di quello che potrebbe essere il figlio di un mio errore di prima gioventù (che fortunatamente non ho fatto).

Comunque credo che nemmeno chi scrive riesca a leggere e il fascino dev’essere proprio quello, tant’è vero che di solito fioccano gli affascinati commenti, anch’essi scritti con lo stesso carattere e quindi illeggibili al 90% della popolazione italiana. O forse si tratta di un codice, tipo quello di Hammurabi e un giorno gli archeologi del web piazzeranno questi blogs dentro a teche in musei importanti e si accapiglieranno per avere ragione sul significato del testo.

A volte mi stupisco di me: saranno nemmeno le undici del mattino e ieri sera giuro che sono andata a letto presto, dopo aver passato una giornata estremamente tranquilla. Eppure, nonostante tutti questi elementi, che dovrebbero deporre a favore di un apprezzabile livello di sanità mentale, mi rendo conto che devo essermi già giocata l’ultimo neurone che mi era rimasto.

Siamo solo a Lunedì e penso che, per questa settimana, quanto a “scrittura” (potrei pure beccare il Pulitzer a questo punto, a condizione vincolante che poi la smetta di imbrattare il web) ho dato, nella misura in cui, se già sono così rovinata adesso, le mie eventuali elucubrazioni di Venerdì potrebbero riguardare gli omini verdi che scalano la montagna del sapone e gli orsetti dolci che mi fanno ciao ciao con la manina mozzata.

POST AL POST: chiedo sentitamente venia a tutti i musicisti citati e ai loro fans.


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