Certe squadre dovrebbero vincere più spesso

Sono tornata in questi giorni da Megalopoli e devo ammettere che, parenti asfissianti ed isterici a parte, le cose sono filate molto più lisce di quanto pensassi, anzi sono stata davvero bene con il Latitante.

Siamo miracolosamente riusciti a capitalizzare il poco tempo a nostra disposizione e ci siamo divertiti tantissimo, cosa che a me non capitava da tempo (credo nemmeno a lui) e che non immaginavo sarebbe successa durante questo weekend, visti gli eventi che mi hanno portato ad avventurarmi in questo viaggio.

Nonostante mi senta nuovamente molto coinvolta e positiva riguardo al nostro rapporto, temo ad esternare persino a me stessa il ritrovato entusiasmo. Sono consapevole che presto tornerò a sentirlo lontano e maledirò la mia velocità nel sentirmi nuovamente ultrainnamorata di lui. Quindi cerco di trattenermi dai voli pindarici post-fine settimana e provo a tenere i piedi per terra, anche se mi risulta particolarmente difficile.

Il fatto è che, in una storia come la nostra, è necessario grandissimo equilibrio, pazienza e razionalità e io ho paura di esserne piuttosto sprovvista, anche se in questi anni mi sono stupita della mia attitudine ad indagare il fondo della mia personalità facendo emergere dei lati positivi ed utili che erano latenti al punto che non mi ero mai accorta di possederli.

Tornando al mio blitz a Megalopoli, non mi sento in vena di rendicontare tutto ciò che abbiamo fatto, anche se in futuro immagino sarebbe bello rileggere questo post e vedere riaffiorare alla mente memorie ormai sepolte, dettagli che ora credo non potrei mai dimenticare ma che molto presto svaniranno.

Non sono brava con cronache e resoconti e anche se lo fossi, non ho mai riletto nulla di ciò che scrivo, se non prima di pubblicare per controllare l’ortografia.

Rivisitare il proprio blog a distanza di tempo potrebbe aiutare a riscoprire frammenti persi del passato remoto. Magari per qualcuno funziona in questa accezione positiva, nel mio caso so di aver cancellato più di un blog dopo aver rivisitato vecchi pensieri ed essermi scoperta in totale disaccordo con la vecchia me stessa.

Mi vergogno ad ammettere di essere stata un’idiota, non percepisco un miglioramento nel rivedere le mie opinioni, nel modificarle in concetti magari totalmente diversi ma meglio supportati sul piano logico ed acquisiti per elaborazione personale di idee e non per osmosi. Semplicemente provo disappunto per la mia passata immaturità e sento il bisogno impellente di liberarmene.

Credo che con il Latitante stia facendo lo stesso. Oggi sono felice perché con lui sono stata davvero bene e vorrei riuscire a scrivere quello che provo e come mi sento davvero, ma mi scontro con il mio lato razionale, che mi vuole serena ma tranquilla, onde evitare future delusioni.

Ma in un rapporto che vive di alti e bassi posso davvero negare gli alti per sfuggire ai bassi? Suppongo di no, visto che i momenti di dubbio, solitudine e arrabbiatura non mi sono mai mancati nemmeno nascondendo i giorni in cui ho sentito il Latitante così parte di me da non distinguere confini tra noi, pur nelle nostre differenze.

Forse dovrei semplicemente rilassarmi, ammettere che, contrariamente alle mie dubbiose aspettative, sono tornata più rafforzata che mai nella convinzione che insieme io e lui ce la possiamo fare e che, quando finalmente potremo stare stabilmente nello stesso luogo e non a duemila chilometri di distanza, tante amarezze legate al vivere due vite separate e distinte verranno meno.

Alla fine, sento di dovere alcuni ringraziamenti per questo bel weekend.

Oltre al Latitante, meritano una menzione speciale l’isterica discrezione di Mammasuocera, che ha fatto del suo meglio per lasciarci soli, nonostante il suo bel caratterino, il ristorante indiano che ci ha fatto vedere gli omini verdi, i quali mi hanno permesso di dimenticare il conto piuttosto salato per le mie povere tasche e l’Olympiakos Pireo per aver vinto gli europei di basket.

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3 risposte a "Certe squadre dovrebbero vincere più spesso"

  1. Ma non ci facciamo già troppo del male quando sopportiamo i bassi? Quei pochi alti che ci sono conviene stringerli a se e farsi scudo con essi.
    Gli alti devono essere la nostra personale copertina di Linus.

    1. Sì alla fine immagino sia meglio tenerseli stretti anche perchè durano così poco. E poi immagino che ricordali possa dare la forza di andare avanti nei momenti negativi. Grazie per la tua assidua presenza nel mio blog

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