Delitto e Castigo (La vita mi punisce sempre…)

Nella mia coscienza si sta consumando una tragedia immane. Ho appena sentito che oggi è la festa della mamma ed essendo già a fine stipendio mentre il mese non parrebbe volgere alla fine, ho deciso che per oggi mia madre è morta.

Sono consapevole che non sia molto carino ma si tratta di una soluzione temporanea. Domani la faccio resuscitare. E mi dovrebbe anche considerare una figlia generosa se considera che Gesù ha dovuto aspettare ben tre giorni prima di tornare indietro.

La verità è che dai cinque anni in poi ho beatamente ignorato che questa ricorrenza esistesse, per cui l’ho annualmente superata senza alcun senso di colpa. Se non che lo scorso Maggio, il Latitante, vagando nelle lande oscure di Interdet, riscoprì l’ingrata festività e mi trascinò su due piedi a Mikropoli a comprare un dolce per la mia adorata mammina. Della serie: tu puoi tranquillamente essere una figlia ignobile, ma io non intendo essere un genero meno che impeccabile.

Grazie a dio quest’anno lui non si trova da queste parti e quindi posso glissare, però la consapevolezza genera in me un certo disagio. Così stavo meditando di non farmi viva per un paio di giorni, giusto per sicurezza, sperando che lei si dimentichi presto della mia mancanza o che non si sia mai ricordata della festività.

Su Nonna Papera posso stare tranquilla: che se ne ricordi e vada a fare il teatrino della figlia splendida non ci sono grossi pericoli. Ossia: lei è donna di spettacolo a prescindere, ma con le ricorrenze non ha un rapporto troppo intimo.

In ogni caso resta sempre il pericolo che sia mio padre a cogliermi in fallo e a farmelo notare. E con lui le cose non andrebbero a finire bene. Perciò cercarmi una scusa valida, il che mi sembra persino peggio di dover recuperare un buon regalo, ma mettiamola così: questo fine settimana faccio un salto a Megalopoli e, nel fermento dei preparativi, è normale che possa essermi dimenticata qualcosa.

Su quale sia questo fermento sono certa che nessuno indagherà. Se dovessero la butterei sul piano emotivo, perché, ai fini pratici non si muove una foglia. Vabbè normale che abbia programmato il classico tour de force estetista-parrucchiera, giusto per sembrare vagamente più femmina, ma, in nome della mia proverbiale pigrizia, andrà tutto all’ultimo minuto come sempre.

Per quanto riguarda la valigia, sono invece estremamente “felice” di constatare che me l’hanno fatta gli altri: tra chi vuole questo e chi vuole mandare all’altro quello, non credo che di mio riuscirò ad infilarci nemmeno un paio di slip.

Le donne normali si lamentano per il limite di peso del bagaglio imposto dalle compagnie aeree e solitamente hanno pure chi glieli porta quei venti chili. Io i venti chili non ce li ho, non sono miei, però li trasporto da una parte all’altra dell’Europa, sono una trafficante di oggetti che non mi appartengono e non mi interessano e non ho nessuno che mi dia una mano a sollevare il tutto o che mi venga a prendere.

Triste destino quello dei viaggiatori solitari. A dire il vero ho sempre adorato le mie esplorazioni in solitudine, ma all’epoca in cui ero praticante, la libertà dell’essere single mi slegava dai vincoli, cui ora sono sottoposta. Oggi i tempi, la durata e la destinazioni vengono concordati con altri e raramente corrispondono ai miei desideri.

Mi sento l’antitesi della quindicenne che, dovendo partire per le vacanze, conta i giorni con precisione contabile ed allucinanti entusiasmi, espressi in caratteri cubitali e fluorescenti.

Intendiamoci: ho voglia di vedere il Latitante (da come lo scrivo non si direbbe, ma è abbastanza vero…), tuttavia il massacro a corollario è tutt’altro che allettante.

L’ultima volta che ho fatto un blitz a Megalopoli ne sono uscita con una splendida stomatite da stress: qualsiasi cosa avvicinassi al viso, fosse anche il mascara, sentivo le pareti della bocca che si contorcevano, implorando pietà.

Stavolta voglio vedere come va a finire: se torno integra prometto un regalo posticipato a mamma per la sua festa odierna (soprattutto perché sana non torno di sicuro e comunque si tratta di una promessa falsa…)

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2 risposte a "Delitto e Castigo (La vita mi punisce sempre…)"

  1. se può rassicurarti, la festa della mamma è il 13. Ho uno stupido reminder che me lo ricorda ogni giorno. Per quanto sia inutile. La valigia fatta dagli altri per me è ormai una costante, ogni volta che torno a milano dalla calabria ho da portarmi dietro mangiarini e manicaretti per chiunque.

    1. Aiuuuu ma davvero? Io alla fine me la sono trovata di fronte (mia madre) e mi sono sentita costretta a farle gli auguri, ai quali lei mi ha risposto che lo scorso anno le avevamo preso una torta: un amore di madre sìsì. La valigia fatta dagli altri per noi donne rappresenta un enorme problema. Sai com’è: se non posso partire con tutto il mio guardaroba entro in crisi immediata. Grazie per essere passato, buona giornata

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