Amore e risultati

E’ Venerdì, ma mi sento come se fosse Sabato. Iena Cornificans mi ha abbandonata per un weekend a Madrid e mi auguro sinceramente che, contrariamente a quanto lei teme, il suo aereo non cada, perché non vorrei mai rimanere da sola a sbrigare tutto questo lavoro senza gloria e senza soddisfazioni.

Comunque mi sento nel mood da fine settimana, in altre parole non credo che oggi concluderò granché.

Nonostante non sia del tutto sola mi sento totalmente persa nei miei pensieri, arranco in astrazioni prive di senso, costellate di “se” e di “ma”, consapevole che non arriverò da nessuna parte eppure imperterrita nel mio incedere nel nulla.

Mi guado intorno e la mia attenzione è catturata dai dettagli, e dai dettagli ai ricordi il passo è veramente breve. Mi riaffiorano alla mente le rare volte in cui il Latitante ha avuto modo di accompagnarmi qui, di posare distrattamente il proprio sguardo su quello che ogni giorno è il mio scenario principale.

Non dev’essere successo molto tempo fa, ma adesso ho la sensazione che si tratti di un’epoca remotissima o peggio che mi stia immaginando tutto. Del resto, su ciò che riguarda la nostra coppia, ho sempre avuto una percezione spazio-temporale totalmente sballata, il che mi pare del tutto comprensibile visto che da oltre tre anni viviamo una storia che non ha luogo nè tempo.

Alcuni giorni fa dissi a una conoscente che, in un weekend a venire, avrei fatto un blitz a Megalopoli per vedere il Latitante e lei mi fece notare come lo dicessi con lo stesso modo di chi dica che sta uscendo per comprare le sigarette, mentre le mia destinazione non dista esattamente dietro l’angolo, ma a svariate centinaia di chilometri.

Ma è così: ho perso la cognizione di distanze, luoghi e tempi, raccatto frammenti mescolati, tessere di un puzzle ormai troppo scomposto perché possa tornare ad avere un senso, schegge che forse esistono o sono esistite o forse no.

Il Latitante è stato qui un paio di volte, venne ad accompagnarmi al lavoro o a portar mici, cortesie gradevoli ma delle quali retrospettivamente farei volentieri a meno. Ma a giorni alterni, talmente le cose stanno diventando confuse ed instabili su ogni fronte.

Ci penso ora, a queste ed ad altre piccolezze del nostro comune vissuto e mi sembra di guardare un film di quart’ordine che racconta la storia di due persone che hanno avuto momenti felici. Una di quelle pellicole che mi farebbero addormentare entro i primi dieci minuti perché, alla fine, tutti siamo stati bene con qualcuno in un momento o l’altro della nostra esistenza, tutti abbiamo ricevuto fiori e sentito parole importanti.

Ma la vita non finisce mai come i film. C’è sempre un seguito e spesso si rivela difficile o deludente o entrambe le cose, per quanto buone e sincere fossero le originarie intenzioni.

Tuttavia mi hanno insegnato, anzi il Latitante mi ha insegnato, che ad essere importanti sono i risultati e non le intenzioni e, nonostante non sia un’integralista di tale concetto, nella circostanza specifica mi pare opportuno applicarlo, quantomeno per evitare l’ennesimo abbaglio.

Sono portata a concludere che se ci tieni ad una persona, il tuo interesse, amore o come altro si possa chiamare, non si misura sul numero borse della spesa che tu porterai per lei o sulla quantità di regali che le farai.

In fondo sono perfettamente in grado di trascinare la spesa su per le scale o di acquistare le cose che desidero. Cercavo altro, o forse non cercavo, però avrei voluto qualcosa che non saprei definire con esattezza,  ma di certo corrisponde a grandi linee ad un’interazione positiva e costruttiva che, per sua stessa natura, non posso crearmi e portare avanti da sola. E tanto in cambio ho provato e sto provando a dare. E non senza alternanze di fatica estrema e leggerezza spontanea.

E questo mi logora, soprattutto quando arrivano i giorni, e molti sono stati e saranno ancora, in cui mi vedo negato qualsiasi contatto che non sia a fior di nervi per cose di cui non sono responsabile. Talvolta mi chiedo cosa ci faccio io ancora qui o meglio mi chiedo perché l’amore sia un sentimento così bastardo, almeno con me che non ho mai avuto una storia che fosse meno che devastante.

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