La stupidità del colpo basso

Sono seduta sul terrazzo.

Mentre fumo, osservo i mie vicini, una coppia, con un figlio piccolo e una potente e perenne illuminazione in salotto, le finestre sempre aperte e l’abitudine di urlare nelle conversazioni telefoniche, quasi che tutto l’isolato debba obbligatoriamente sapere i fatti loro.

In realtà non è che mi importi nulla di chi mi vive di fronte o di lato, ma, non avendo una vita mia che in questo momento mi offra di meglio, mi diletto ad osservare i frammenti delle esistenze altrui, che mi è dato di scorgere in modo del tutto casuale, e mi immagino chi possano essere quegli sconosciuti, da dove vengano e dove andranno.

Magari, nella mia testa, mi inventerò una storia su questi due e passerò la serata a rivederne i dettagli.  Molto più probabilmente, una volta rientrata in casa, troverò qualcosa da fare e mi dimenticherò di loro.

Il punto, in effetti, non sono gli altri, ma io.  Io che vorrei vivere e mi trovo ad osservare. Io che a volte mi sono rifiutata di spingere porte socchiuse perché si aprissero ed avessi accesso a stanze a me nuove e sconosciute e che, quando invece non sono rimasta sulla soglia, ho quasi sempre avuto l’impressione che, per ogni ingresso oltre il quale mi azzardavo, ci fosse sempre qualcuno, pronto a sollevarmi di peso e a lanciarmi fuori dalla finestra.

Divertente perché nella normalità ci si aspetterebbe, ed in passato ho fatto anche io questo errore, un paio di braccia pronte ad accogliere. Ma poi s’impara che dalle mani all’apparenza più ospitali arrivano gli schiaffi più potenti, le peggiori spinte di allontanamento da coloro che ci hanno toccato l’anima in un tempo remoto e da cui ancora ci illudiamo che potremo ricevere qualche sporadico cenno di amichevole umanità.

Forse perché fidarsi di una persona significa deporre le armi, abbattere i muri, restare inermi nella speranza, e a volte persino nella semi-convinzione, che non servano difese. E quando i calci alla fine arrivano colpiscono in pieno stomaco, con una violenza tale da scaraventarti dove tu nemmeno sai.

Forse perché avvicinarsi a qualcuno comporta perdonargli errori, cercare motivazioni, giustificazioni, assoluzione ad ogni accusa. E se un po’ di tolleranza verso i difetti altrui non ha mai guastato, quando da pazienti e ben disposti si diventa ciechi e troppo accomodanti nel capire ed accettare ogni cosa, si arriva in fondo al punto di meritarlo magari un po’ il colpo basso.

Probabilmente perché si dà all’altro l’impressione di aver trovato un punching ball su cui sfogare ogni cosa o perché gli si dà la certezza che, non importa cosa farà o non farà, ma noi ci saremo sempre…

Ora: non so cosa questo possa c’entrare con lo stalking dei miei vicini di casa o forse ci prende solo per contrapposizione, ossia nel farmi capire quanto sia eccessivamente focalizzata su me stessa ed incapace di percepire il mondo che mi circonda, se non come spunto per tornare a me.

Tuttavia posso consolarmi nella convinzione che le mie contorsioni mentali egocentriche a loro in fin dei conti non dispiacciano, visto che fanno sì che mi astenga dall’ipotizzare gli affari loro.

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4 risposte a "La stupidità del colpo basso"

  1. Sei fortunata ad avere questa empatia con gli altri. Io ne sono affascinata perchè non ho assolutamente quel sesto senso che dovrebbe permettermi di capire a pelle se una persona potrebbe piacermi o meno. Ho un pessimo istinto per le persone e questo non mi ha mai aiutata nella vita.
    Se hai un buon sesto senso e ritieni che ti possa guidare correttamente verso gli altri, hai dalla tua parte un ottimo strumento per relazionarti al prossimo e probabilmente troverai delle persone che ti saranno affini. Quello che conta è che tu non sia troppo pessimista al riguardo.
    Faccio il tifo per te 🙂

  2. Per fortuna e per sfortuna soprattutto, mi ritrovo un esagerata empatia fra le mani che mi impedisce di illudermi e che spesso suggerisce bene. Se ti avessi incontrata nessuna delle due avrebbe fatto trapelare niente, ma forse, come sempre, il mio sesto senso mi avrebbe parlato di te meglio di quanto credi.
    Non mi sono mai illusa veramente sulle persone, ma non ho neanche mai sottovalutato qualcuno, davvero. Credo che il mio sesto senso sia l’unico che non mi tradirà mai.
    Buona serata anche a te 🙂

  3. sai come la penso no, ma forse non sono i tuoi commenti a farmi cambiare idea. Sei proprio tu. Più leggo le tue parole più sento affinità, voglia di stringere il legame. Sai quella fame sociale che ti viene quando capisci piano piano che qualcuno è in grado di capirti, forse perchè è anche in grado di assomigliarti. Vorrei averti conosciuto in qualche modo.
    Chissà che curiosità mi ha spinto quiggiù 😀

    1. Me lo chiedo anche io cosa ti abbia spinto a ripescare questo mio vecchio post.
      Tu leggi i miei post e pensi che tra noi ci possa essere una grande affinità e può davvero essere così. E a me fa piacere sapere che tu noti delle somiglianze tra noi: è sempre un modo per sentirsi meno soli.
      Eppure se mi avessi semplicemente incrociata per strada e ci fossimo banalmente scambiate due parole questa affinità forse non l’avresti mai vista, così come magari non la vedi in tante persone che incroci sulla tua strada, solo perchè nella vita reale non è facile aprirsi mentre qui è più semplice essere sinceri.
      Io sono una che tiene la guardia sempre alta e quindi sono l’ultima a poter parlare ma forse se tu dessi un pò di fiducia alle persone che ti circondano, senza ovviamente farti troppe illusioni, potresti avere anche qualche piacevole sorpresa. Certo devi comunque essere disposta ad accettare anche tante delusioni e amarezze.
      Gli altri sono così: ci mettono in gioco, per il meglio o per il peggio. Sta a noi capire se ci interessa rischiare.
      Buona serata 🙂

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